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Primo giorno di scuola. Il saluto dell’Assessore Marazzi

Buon anno scolastico e buon anno educativo a tutte e a tutti.

Data :

14 settembre 2026

Categorie:
Scuola
Primo giorno di scuola. Il saluto dell’Assessore Marazzi
Municipium

Descrizione

Care bambine e cari bambini, care ragazze e cari ragazzi, care famiglie, cari Dirigenti scolastici, cari docenti e cari educatori, caro personale amministrativo e ausiliario delle scuole e dei servizi educativi di Bollate,

oggi ricomincia ufficialmente la scuola!

In realtà, per alcune bambine e alcuni bambini il nuovo anno educativo è già iniziato: nei nidi comunali e privati, nel Centro Prima Infanzia e nelle scuole dell’infanzia, statali, paritarie e private, le attività sono ripartite nei giorni scorsi. Oggi, invece, le aule delle scuole primarie e secondarie tornano a riempirsi di voci, di incontri e di domande.

È un momento che conosco bene. Prima ancora di scrivervi da Assessore alle Politiche Educative e Scolastiche, vi scrivo infatti da insegnante. So cosa significa tornare in una scuola dopo l’estate: ritrovare i colleghi, preparare l’aula, conoscere chi ci viene affidato per la prima volta e ritrovare chi già conoscevamo, un po’ diverso da come lo avevamo lasciato.

Nei luoghi dell’educazione non si ricomincia mai da dove ci si era fermati, ma dalle persone.

La scuola e i servizi educativi sono fatti sì di conoscenze, ma prima di tutto di relazioni. C’è chi muove i primi passi in un ambiente nuovo e chi invece si prepara a lasciarlo, per iniziare un’altra fase della propria vita. C’è chi trova il coraggio di fare una domanda o scopre una passione, c’è chi impara a guardare con occhi nuovi qualcosa che pensava di conoscere già. Nascono amicizie, si affrontano insieme le difficoltà, e ci sono adulti capaci di riconoscere le possibilità di ciascuno — in una comunità che non lascia indietro nessuno.

Credo che una buona esperienza educativa non possa restare soltanto dentro le sue aule: ha bisogno del mondo, che entra attraverso un libro, una canzone, un’opera d’arte, un esperimento, una testimonianza, un incontro con qualcuno che mette a disposizione degli altri ciò che sa fare. E può succedere anche il contrario: che siano bambine e bambini, ragazze e ragazzi a uscire dai luoghi dell’educazione per incontrare la città, conoscerla e, crescendo, contribuire a cambiarla.

Qualche anno fa ho letto “Il paese sbagliato” di Mario Lodi, il diario di un maestro che racconta cinque anni trascorsi insieme ai suoi alunni. In quelle pagine la scuola appare come un luogo capace di trasformarsi, giorno dopo giorno, in una comunità, nella quale imparare significa soprattutto stare nel mondo insieme agli altri.

È un’idea di scuola nella quale mi riconosco profondamente. E c’è una frase, tratta dall’albo illustrato “Che cos’è la scuola?” di Luca Tortolini e Marco Somà, che trovo particolarmente bella: «La scuola è uno spazio aperto anche quando è al chiuso. Cambia sempre perché ogni giorno c’è qualcosa di nuovo.»

È un luogo nel quale si entra ogni giorno portando ciò che si è e dal quale si esce avendo incontrato qualcosa o qualcuno che ci ha permesso di diventare, anche solo un po’, diversi.

Educare non è un compito che appartiene a qualcuno soltanto. Ci vogliono le scuole e le famiglie, le istituzioni e i servizi educativi, le associazioni, le realtà sportive e culturali e tutte le persone che ogni giorno contribuiscono alla crescita delle nuove generazioni. È questo il senso della comunità educante: un patrimonio comune, al quale ciascuno può contribuire.

Alle bambine e ai bambini auguro di conservare la curiosità di chi non ha paura di chiedere «perché?», il coraggio di provare anche quando si può sbagliare e la felicità di scoprire qualcosa che prima non si conosceva.

Alle ragazze e ai ragazzi auguro di non smettere di coltivare le proprie passioni, di avere il coraggio di immaginare il proprio futuro e di sentirsi protagonisti della comunità nella quale vivono.

Alle famiglie auguro di accompagnare questo cammino con fiducia, sapendo che educare è un viaggio che si compie insieme, attraverso il dialogo e la collaborazione tra famiglie, scuola e istituzioni.

Alle Dirigenti e ai Dirigenti scolastici, alle insegnanti e agli insegnanti, alle educatrici e agli educatori e a tutto il personale amministrativo e ausiliario rivolgo un augurio particolare e un sincero grazie: il vostro lavoro quotidiano è uno dei più importanti investimenti che una comunità possa fare sul proprio futuro.

Da parte mia, desidero rivolgere a tutte e a tutti voi un sincero augurio per questo nuovo anno, con la convinzione che ogni giorno trascorso nei nostri spazi educativi sia un’occasione per incontrarsi, imparare qualcosa di nuovo e guardare un po’ più lontano di quanto già conosciamo.

Buon anno scolastico e buon anno educativo a tutte e a tutti.

Samuele Marazzi

Assessore alle Politiche Educative e Scolastiche, alle Politiche per l’Infanzia e alle Politiche Giovanili

Ultimo aggiornamento: 9 settembre 2026, 16:28

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