Progetto di riqualificazione area confiscata alla criminalità organizzata – via Verdi

Il Comune di Bollate nel mese di Maggio 2020 ha partecipato al bando regionale di finanziamento degli interventi per il recupero e l’utilizzo ai fini sociali o a anche istituzionali dei beni immobili confiscati alla criminalità organizzata risultando beneficiario del contributo, così come comunicato da Regione Lombardia – Direzione Generale Sicurezza, Sicurezza Urbana Integrata e Polizia Locale, Sicurezza Stradale, Contrasto Immigrazione Irregolare, Legalità, Beni Confiscati alla Criminalità – con trasmissione del Decreto n° 7119/2020 del 18/06/2020.

L’area individuata per la realizzazione dell’intervento, localizzata in Via Verdi, nei pressi della valle del torrente Nirone, al limite meridionale del Parco Regionale delle Groane, della superficie complessiva di circa mq 2.953,00, si presentava come un bosco fortemente degradato costituito essenzialmente da esemplari di robinia, aceri negundi, ciliegi tardivi, da alcuni olmi e noccioli e da vegetazione arbustiva infestante (rovi). La maggior parte delle essenze arboree erano in condizioni precarie, instabili, aggredite da rampicanti (edere) e con fusti inclinati e a rischio di schianto.
All’interno dell’area erano presenti dei cumuli di rifiuti abbandonati nel tempo parzialmente interrati

L’obiettivo del progetto è stato quello di ripristinare la continuità ecologico-ambientale degli ecosistemi naturali in conformità agli indirizzi di pianificazione territoriale vigenti. L’area come detto è ricompresa nel perimetro del parco delle groane pertanto soggice alle norme del PTC del Parco ed in particolare la stessa è ricompresa in una zona di riqualificazione ambientale ad indirizzo agricolo: le aree comprese in queste zone sono destinate alla conservazione ed al ripristino del paesaggio delle Groane nei suoi valori naturali e seminaturali, non sono consentiti cambi di destinazione dei terreni boscati debbono essere destinate all’imboschimento e alla riqualificazione paesaggistica

L’intervento ha previsto quindi:
• il contenimento e l’eliminazione delle specie esotiche o non caratteristiche del territorio
• la rimozione delle essenze arbustive infestanti,
• il diradamento di carattere fitosanitario di robinie, aceri negundi, ciliegi tardivi ed altre essenze arboree decedute, con fusto inclinato o a rischio schianto,
• il rinfoltimento e rimboschimento mediante messa a dimora di nuove essenze autoctone al fine di recuperare nel tempo le caratteristiche degli habitat che caratterizzano questi luoghi, ripristinando la continuità ecologico-ambientale degli ecosistemi naturali che caratterizzano i due confinanti ambiti di fontanile.

• per le aree ricoperte da vegetazione erbacea-arbustiva infestante (rovi e arbusti): decespugliamento, movimentazione terra e livellamento
• per le aree con presenza di cumuli di rifiuti parzialmente interrati: rimozione e smaltimento rifiuti abbandonati e livellamento e ripristino del terreno naturale
• abbattimento e rimozione delle piante morte, deperite, inclinate e pericolanti (robinie, aceri negundi, ciliegi tardivi e specie esotiche non autoctone)
• rimboschimento mediante messa a dimora di circa n. 200 piantine forestali con sesto d’impianto regolare e con distanze 2,5×2,5 m di cui alle seguenti essenze arboree:
 farnia, carpino bianco , acero campestre, ciliegio selvatico, frassino maggiore, olmo campestre
• creazione di fascia arbustiva perimetrale mediante messa a dimora di circa n. 250 piantine forestali di arbusti con sesto di impianto irregolare – approssimativamente una piantina ogni mt 1,20 su due file distanziate di mt 1,20 di cui alle seguenti essenze arbustive:
 biancospino, sanguinella , evomino , pallone di neve, nocciolo, prugnolo, frangola

Il progetto è stato approvato con Delibera di Giunta n° 56 del 13/05/2020 per un importo complessivo € 57.593,00.
Il Comune ha cofinanziato il 50% dell’intervento utilizzando somme vincolate a bilancio pari ad € 28.796,50 (importo derivante dai contributi di costruzione riscossi in forza dell’applicazione dell’art. 43, comma 2bis, della Legge Regionale n. 12/2005 e s.m.i. e destinato obbligatoriamente agli interventi forestali a rilevanza ecologica e di incremento della naturalità). La Regione ha finanziato il restante 50%.

Tra il mese di ottobre e novembre 2020 sono stati affidati i lavori a due ditte individuate per la realizzazione delle opere forestali (ditta Giardini Le Betulle di Venegono Superiore) e per la rimozione e smaltimento dei rifiuti (ditta Sisco srl di Venegono Inferiore) oltre all’affidamento a professionista abilitato dell’incarico di direzione lavori e coordinamento sicurezza (dott. agronomo forestale Merati Massimo).

I lavori sono iniziati in data 19 novembre 2020.
La fine lavori è prevista entro il 31 marzo. Seguirà la manutenzione dell’area e delle giovani essenze arboree ed arbustive per un periodo di due anni.

il dopo… E’ previsto il coinvolgimento delle associazione presenti sul territorio per:
• vigilanza organizzata per contrastare azioni illecite quali abbandoni di rifiuti sull’area (terreni e intorno ai fontanili) e comportamenti compromettenti l’impianto complessivo di riqualificazione in attuazione;
• sistema condiviso di segnalazioni, affinché si possa attivare azioni di recupero dei suddetti inconvenienti, compatibilmente e proporzionalmente alla gravità della situazione;
• piccoli interventi manutentivi e di ripristino, da condividere su base solidaristica con l’Ente e la nostra società partecipata in relazione ai servizi di gestione rifiuti e manutenzione aree verdi;
• monitoraggio dell’attecchimento delle specie arboree ed arbustive messe a dimora, a supporto degli obblighi del soggetto attuatore;
• osservazione delle specie floro-faunstiche nelle varie stagioni, meglio se organizzate con volontari del WWF o addetti del Parco, già formati al proposito, e secondo il protocollo proposto da ERSAF nel proprio intervento di riqualificazione e compensazione Expo 2015;
• partecipazione all’eventuale necessità di eseguire irrigazioni di soccorso, in base all’andamento stagionale, compromesso dai cambiamenti climatici;
• organizzazione e assistenza di visite a scopo didattico e socio-culturale, che per esempio a partire dall’Oasi del Caloggio (testa Fontanile Cavo Litta), possano svolgere un percorso anche attraverso questa area boschiva, e nel futuro, fino a risalire il Cavo Porro (zona di riqualificazione ERSAF): in tal senso auspicabile, in prima battuta, interessare gli istituti scolastici più prossimi e siti in via Verdi e via Galimberti, tra l’altro collegati in tutta sicurezza da piste ciclo-pedonali.

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