NID-ONLINE

Per avvicinare le distanze imposte dall’emergenza sanitaria in atto, il personale dei nidi comunali ha pensato a uno spazio virtuale per proseguire lo scambio con i bambini e le loro famiglie. Grazie a questa sezione potrà continuare l’interazione con genitori e bambini, attraverso contenuti educativi proposti dalla coordinatrice pedagogica ed altre attività realizzate dalle educatrici dei nidi nell’ambito del loro lavoro a distanza.

Contatti delle Coordinatrici dei nidi:

Dal Nido alla Scuola dell’Infanzia – Accompagnare i bambini con le storie

“Il vero esperto in fatto di letteratura per bambini è il bambino”.

Marcello Bernardi

“Non esiste uccello che come un libro ci sa portare in terre lontane.

Nè corsiero come una pagina di scalpitante poesia.

E’ un viaggio che anche il più povero può fare senza il tormento del pedaggio.

Quanto è frugale la carrozza che trasporta l’anima dell’uomo”

Emily Dickinson

Catherine Doltò
“Emozioni e sentimenti”
Edizioni Red

Questo libro sulle emozioni si rivolge a bambini e adulti,  grandi e piccini, per riconoscere, dare un nome e condividere le emozioni e i sentimenti che appartengono proprio a tutti. Riconoscerle significa sentirle come parte di sé. Se le riconosciamo in noi, possiamo riconoscerle anche nei bambini.

“Provare una grande emozione è come essere investiti da un’onda gigantesca: il nostro cuore batte più forte, si diventa tutti rossi o si impallidisce…….Un’emozione ci rileva che qualcosa sta accadendo nel profondo del nostro cuore:annuncia la nascita di un sentimento.”

Catherine Doltò
La scuola materna
Edizioni Red

Questa storia presenta l’esperienza che bambini e bambine possono fare alla scuola dell’infanzia che apre un altro mondo, nuovo e pieno di sorprese. Si imparano cose nuove insieme, si scopre il piacere di stare insieme e fare nuove esperienze in un periodo della vita in cui i bambini non solo continuano a crescere ma ampliano il loro desiderio di chiedere il perchè.

Riccioli d’oro i tre e piccoli orsi
Fiaba inglese

Riccioli d’oro piace moltissimo ai bambini perché suggerisce pensieri nuovi, senza dire come fare.
La ripetizione che caratterizza questa storia conforta i bambini quando devono affrontare un cambiamento. L’entrata in scenda di Riccioli d’ora rappresenta l’evento nuovo e imprevedibile con cui fare i conti.
Raccontare questa storia in prossimità di un nuovo evento favorisce il legame con il bambino offrendogli una chiave di lettura per affrontare un cambiamento come la nascita di un fratellino, l’approccio ad una nuova esperienza come l’ingresso alla scuola dell’infanzia, ogni nuovo cambiamento della crescita e tanti altri eventi che accadono nella vita.
In ogni caso è una storia adatta quando i bambini si apprestano ad affrontare cambiamenti che richiedono nuovi adattamenti personali, familiari o legati al contesto più ampio, come richiede la vita.

Pezzettino
Leo Lionni
Edizione Babalibri

“Il suo nome era Pezzettino. Tutti i suoi amici erano grandi e coraggiosi
e facevano cose meravigliose. Lui invece era piccolo
e di sicuro era un pezzetto di qualcuno, pensava, un pezzetto mancante.
Molto spesso si chiedeva dei chi fosse il pezzettino,
E un bel giorno decise di scoprirlo”.

Questa storia racconta “Pezzettino”, che in un mondo in cui tutti sono grandi e forti solo lui si sente un “pezzo mancante”, motivo per cui cercherà di avventurarsi nel mondo per per ricercare se stesso.
Pezzettino piace ai bambini che si possono identificare con lui e soprattutto con i suoi sentimenti. Quale bambino in qualche momento non sa bene chi é?Durante il viaggio alla ricerca di sé ha modo di fare molti incontri e capire qualcosa di più, fino a quando scoprirà che anche lui, come tutti, è fatto di tanti piccoli pezzi. A quel punto può tornare a casa maggiormente consapevole di essere semplicemente se stesso.
E’ una storia per i bambini, quando si interrogano sulla loro identità, tema centrale nel periodo 3-5 anni e motivo per cui cui è molto adatta ai temi evolutivi di questo periodo e spesso quindi molto letta nelle scuole dell’infanzia.

Bellissima la conclusione che segue la ricerca di sè:

“Tutti i suoi amici lo stavano aspettando.
“Io sono me stesso”, grido Pezzettino tutto contento. I suoi amici non erano sicuri
di aver capito quello che Pezzettino intendesse dire, però sembrava felice.
E così, si sentirono felici anche loro”.

Guizzino
Leo Lionni
Edizione Babalibri

Una storia che racconta di Guizzino, un pesciolino nero e veloce che quando incontra un tonno che divora i pesciolini intorno, è l’unico che si salva. Questo evento lo mette in difficoltà e lo fa sentire solo, triste e spaventato. Questo è il focus della storia che consente ai bimbi di identificarsi con Guizzino e i suoi sentimenti.
Allontanandosi si lascia dietro la sua tristezza e il racconto ci mostra le diverse peripezie di Guizzino che incontra meduse, una foresta d’alghe, anemoni di mare finché si imbatte in un’altra famiglia di pesciolini rossi nascosta tra le alle per timore dei predatori. Anche in questo caso Guizzino si impaurisce della situazione, come capita spesso ai bambini. Poi però Guizzino escogita un soluzione  per farli uscire tutti e consentire loro di esplorare il mondo.

E’ una storia che valorizza la dimensione della socialità, della possibilità di affrontare insieme piccole e grande insidie che ogni bambino si trova ad affrontare nella sua quotidianità. Se affrontate insieme è più bello.

“Piccolo buio”
C. Petit
Il Castoro

Una bambina, protagonista della storia, si ritrova ad esplorare la sua casa, l’ambiente più familiare per eccellenza nel buio della notte. Trova delle luci strane, che agli occhi della bambina potrebbero essere mostri, squali, alieni che le fanno una gran paura. Ma alla fine della storia, ciascuna luce è riconducibile a degli oggetti di uso quotidiano. Tanto che la bambina rassicura la mamma che si è addormentata con la luce accesa:” Tranquilla mamma, la casa è sicura, l’ho controllata io stessa”.

Un libro che ci regala una fantasiosa visione della realtà da parte della bambina: al buio le luci possono sembrare mostri, ma niente paura, gli elettrodomestici sono gli oggetti rassicuranti di sempre.

I tre piccoli gufi
M.Waddell
Edizione Mondadori

Questa storia, già considerato un capolavoro e un classico per l’infanzia, è amatissima dai bambini che la chiedono e l’ascoltano con molta passione.

Perché è così richiesta? Perché consente di immedesimarsi con le emozioni legate alla paura del distacco che vivono i piccoli gufi, quando la mamma si allontana dal nido. La difficoltà del distacco è uno dei timori più profondi e uno dei sentimenti più ancestrali presenti in ogni età. Nei bambini chiaramente questo timore è ancora più intenso perché i diversi cambiamenti che devono affrontare attivano sempre la paura di perdere la relazione con i genitori. Ascoltare una storia come questa è molto rassicurante perché all’attesa segue la comparsa della mamma.

Questa storia è di aiuto non solo quando i bambini devono affrontare un distacco reale ma anche quando devono devono affrontare una nuova fase della crescita. Le parole descrivono le sensazioni, i timori, le emozioni. Le bellissime illustrazioni, invece, descrivono il mondo che circonda i piccoli gufi. L’attesa crea tensione ma aiuta anche a pensare l’attesa come parte della vita.

Anche questa storia diventa uno strumento prezioso non solo per dare voce alle emozioni ma anche per mettere in scena le potenzialità della relazione tra fratelli e coetanei.

Zeb e la scorta di baci
Miche Gay
Edizione Babalibri

Zeb e la scorta di baci è una bellissima e dolcissima storia che offre a grandi e piccini molti spunti di riflessione. Ai bimbi offre sicuramente molte possibilità di immedesimarsi con Zeb, ai grandi di sostenerli quando sono alle prese con una nuova esperienza che implica un distacco ma anche una ricerca di nuove “strategie” per affrontare il distacco stesso.
Zeb è felice di affrontare un’esperienza eccitante che lo farà crescere, ma si sente anche un po’ triste quando capisce che dovrà affrontarla “da solo”. D’altra parte anche i suoi genitori provano i suoi stessi sentimenti perché questo è ciò che accade quando si trovano a promuovere la crescita che spinge a fare esperienze diverse e in contesti nuovi.
Attraverso questa storia possiamo raccontare ai bambini che mamma e papà sono sempre accanto a loro anche nei momenti in cui sono fisicamente lontani, e che in ogni caso essere lontani non significa perdere il legame con loro. Approcciandosi a nuove esperienze i bambini scoprono le proprie risorse e la possibilità di stabilire altri legami importanti. Anche in questo periodo è importante rassicurare i bambini che possono rimanere in contatto con tutte le persone a cui vogliono bene pensandole e facendo sapere che anche loro sono pensati da tutti gli adulti per loro importanti.

E poi tutte le storie del mondo che troviamo a casa, in biblioteca, in libreria, dagli amici……..

Oggi parliamo…..del gioco

“I giochi sofisticati
Sono belli, seducenti, quasi perfetti;
questa perfezione, però, indebolisce la fantasia dei bambini,
Perché non è necessario utilizzarla per giocarci.
Lasciamo ai piccoli oggetti semplici, quotidiani…
Saranno loro a trasformarli in giochi perfetti!

E.Rossini- Elena Urso

Il gioco è, per ogni bambino, un modo speciale e unico per comunicare e conoscere il mondo. Nel gioco si alternano conquiste e insuccessi, scoperte fisiche ed emotive che entusiasmano i bambini spingendoli verso continue e nuove sperimentazioni. Giocare fa bene alla crescita, contribuisce alla sua autostima e sostiene il suo percorso verso l’indipendenza.

Dovunque si trovi, e non appena possibile, dentro e fuori, ogni bambino gioca esprimendo le sue emozioni, le sue capacità, i suoi desideri di esprimersi, di creare, di provare ed imparare.

Giocare a casa e al nido consente ai bambini di fare esperienze diverse. Al nido è sicuramente più facile perché l’ambiente è a loro misura. A casa, a volte, può essere più difficile. Ma i bambini ci provano perché è per loro importante. Bisogna allora ingegnarsi e consentire al bambino di “mettersi in gioco”, di manipolare materiali, di esprimere trasgressioni come “buttare all’aria”, scarabocchiare e “fare finta di”. A volte sono completamente assorbiti nel loro mondo: giocano “da soli”, parlano e confabulano. Quando si comportano in questo modo è importante non interferire con le loro fantasie e le loro azioni. A loro basta a volte essere guardati e ascoltati. Nel gioco, infatti, ogni bambino sperimenta la relazione che ha con le persone importanti, arricchisce la sua mente, allena la sua concentrazione, elabora ciò che sta vivendo, impara a conoscere e regolare le sue emozioni.

Insomma, un compito veramente molto importante.

Tutto il corpo in una filastrocca

Imparare qualcosa giocando vuol dire apprendere in modo più divertente ed efficace. Con le filastrocche sulle parti del corpo si posso aiutare i bambini a conoscere e ad avere più coscienza del proprio schema corporeo.
La filastrocca “Occhietto bello e suo fratello”, ad esempio, unisce le rime con il tocco, le parole con l’esperienza tattile. La mamma o il papà nominano le parti del viso mentre toccano le parti del corpo:

“Occhietto bello e suo fratello”             Il genitore sfiora con la punta delle dita prima un occhio, poi l’altro.

“L’orecchietta bella e sua sorella”     Tira lievemente un orecchio e poi l’altro.

“Questa è la chiesetta”.                             Sfiora la bocca del bambino.

“Questo è il campanello. Din din!”       Fa dondolare delicatamente la punta del nasino.

La ripetizione di questa filastrocca diventa gioco di relazione e il bambino ad un certo punto ripete gli stessi gesti sul volto del genitore: toccare il volto del genitore, tirargli le orecchie e “suonare” il naso.

Liberamente tratto da
“I giochi più stimolanti e creativi da fare con il tuo bambino da 0 a 6 anni”
Giorgia Cozza, Edizione Newton Compton Editori
In questo bellissimo libro si possono trovare molte idee e proposte da mettere in pratica anche a casa. Condivideremo altre proposte.

Oggi parliamo… del gioco del didò

Cosa consente questo gioco

Giocare con il didò consente ai bambini di fare importanti esperienze. E’ un modo per conoscere il mondo e scoprire la possibilità di “far accadere le cose”: si può toccare con le mani, con le dita, manipolare dando forma, scoprire l’effetto delle proprie azioni, trasformare e ritrasformare. Per questo motivo al nido viene spesso offerta questa possibilità ai bimbi che vi si approcciano con curiosità, reagiscono in base alle proprie caratteristiche personali, alle proprie emozioni, agli interessi del momento e alla fase di sviluppo.

E’ sicuramente una proposta interessante e stimolante soprattutto a partire dai 18/20 mesi. Come sempre, poi, le reazioni dei bambini alle proposte di gioco si evolvono mano a mano che fanno esperienza. Ad esempio, i bimbi ancora in questa fascia di età vogliono spesso assaggiare quello che toccano. Per loro è un modo per sentire e capire meglio, anche se dopo l’anno e mezzo lo faranno sempre meno, soprattutto quando cominceranno a esplorare il mondo con le parole. Per questo motivo nella ricetta del didò usiamo solo coloranti naturali.

Come si prepara il didò al nido

Stemperare molto bene la farina bianca con l’acqua, poi aggiungere uno alla volta gli altri ingredienti. Mettere sul fuoco moderato e far cuocere mescolando continuamente finché la pasta si stacca dal pentolino come per la pasta del bignè (consigliamo un pentolino antiaderente, sarà più semplice la realizzazione e la pulizia). Per colorare il nostro didò possiamo aggiungere coloranti naturali, come quelli che si utilizzano per le preparazioni da pasticceria, zafferano oppure erbe coloranti.


Ingredienti

Tre tazze da latte di acqua
Tre tazze di farina bianca
Una tazza e mezza di sale fine
Quattro cucchiai di olio di semi
Un cucchiaino di cremor tartaro (questo ingrediente si trova in farmacia o nei supermercati più forniti, serve per dare al nostro didò una conservazione che sia più duratura nel tempo; dato il periodo che stiamo attraversando forse non riuscirete a reperirlo, ma non preoccupatevi, durerà un po’ meno, ma sarà bellissimo lo stesso).

Come viene proposto al nido

Mentre manipolano il didò, noi educatrici parliamo con i bambini e diciamo loro che possono “assaggiarlo” una sola volta (dato che gli ingredienti sono naturali e non nocivi). Li incoraggiamo a usare le manine per toccare il didò che è morbido, colorato, a volte appiccicoso, attraente. E’ stupefacente come loro ci guardino sorridendo, “sfidandoci” e provando ad assaggiarlo una seconda volta. A volte si concentrano completamente sulla manipolazione, a volte sono incuriositi da ciò che fanno i compagni. A volte, soprattutto i bimbi più grandi, chiedono a noi di fare qualcosa. Noi in questo caso manipoliamo con loro per condividere l’esperienza senza però sostituirci al loro fare e disfare. Se vediamo che un bambino porta ancora in bocca continuiamo a proporre materiale diverso per rispondere al suo bisogno di manipolazione.

A casa

A casa, invece, potete proporre una quantità di pasta modellabile non eccessiva che il bambino possa esplorare attraverso il tatto, l’olfatto e la vista. Gradualmente è possibile ed utile introdurre anche attrezzi come formine per biscotti, mattarellino, rotella per tagliatelle, stampi per gnocchi, ecc…. potete conservare il didò in un contenitore ermetico; se fa caldo, in frigorifero.

Per semplicità si può anche proporre la manipolazione della pasta di pane. Può essere preparata senza cottura utilizzando farina e acqua. Ovviamente il materiale che il bambino esplorerà avrà colore e consistenza diversa. Pertanto permetterà di plasmare diversamente il materiale.

Ci auguriamo che questi stimoli vi siano utili in questo periodo difficile. Ci piacerebbe molto sapere cosa ne pensate, oppure ricevere delle fotografie da inserire (chiaramente evitando di mostrare il volto del vostro bambino e della vostra bambina). Se avete qualche curiosità rispetto ad altre proposte, fateci pure sapere.

Le vostre educatrici

Giochiamo con il colore

Una delle esperienze che i bambini apprezzano molto al Nido è quella di giocare con il colore, che offre la possibilità di lasciare le proprie tracce sul foglio ed esprimere le proprie emozioni.
Di solito questa esperienza viene proposta in un ambiente dedicato e allestito con cellophane per consentire ai bambini di sentirsi più liberi e utilizzare anche il colore disperso.
Per i bambini non è immediato lasciare una traccia. Ogni bambino è diverso e reagisce diversamente a questa esperienza in base al suo modo di essere e alla fase di crescita che sta attraversando. Ci sono bambini che prima di toccare il colore hanno bisogno di osservare e guardare, bambini che lo toccano prima con le dita, poi con le mani e spesso con i piedi, altri che arrivano a coprirsi tutte le parti possibili. Ogni bambino accede a questa esperienza seguendo ciò che sente, l’adulto asseconda senza interferire.
Noi educatrici siamo affascinate dalle loro scoperte: cerchiamo di dare voce alle emozioni dei bambini, sempre avendo cura di rispettare i loro tempi e inserendo nuovi stimoli solo quando percepiamo il loro bisogno. Prepariamo l’ambiente lasciando a disposizione dei bambini fogli e cartoncini molto grandi, posizionati sul tavolino o appesi alla parete per consentire a ogni bambino di scegliere come fare. Disponiamo i colori in piattini affinché sia semplice osservarli, riconoscere le differenze tra i colori e scegliere quale utilizzare. Ciò consente di essere così protagonisti della loro esperienza con il colore.
Quando proponiamo questa esperienza osserviamo ogni bambino e le sue reazioni prima di proporre materiali più complessi come pennelli, spugne o piccoli rulli che ampliano le loro competenze di coordinazione. Concludiamo di solito l’esperienza valorizzando il loro lavoro, ad esempio appendendolo e tenendo presente il significato che ha per loro. Non è un caso che spesso vogliono mostrare il loro lavoro alla mamma, al papà o ai coetanei.

Anche a casa è possibile offrire questa esperienza ai bambini. Sarà diversa ma sempre molto importante perché sostenuta dalla presenza della mamma o del papà che possono condividerla, soprattutto se il bambino sta affrontando un cambiamento, un passaggio di crescita. Spesso questa proposta è di aiuto quando i bambini sono alle prese con il pensiero di lasciare il pannolino.

Come proporre l’esperienza del colore a casa
Mettere in un contenitore ½ tazza di farina, ½ tazza di maizena, 1/3 tazza di zucchero, 1 cucchiaino di sale e aggiungere lentamente un paio di tazze di acqua, continuando a mescolare con una frusta in modo da non far grumi. Mettere il mix in un pentolino a fuoco basso per farlo addensare senza smettere di mescolare. Quando la miscela appare sufficientemente densa togliere dal fuoco e lasciar raffreddare prima di versarla in piccoli contenitori con il tappo (ad esempio quello degli omogenizzati o degli yogurt). A questo punto possiamo aggiungere ad ogni contenitore una piccola quantità di colorante alimentare per colorarlo come desideriamo.

Ecco alcune esperienze di bimbi e bimbe all’opera a casa.

Dal testo “MaMmalingua”

Ecco.

Ecco il giorno e la notte
Ecco le albe e i tramonti
Ecco le stelle a frotte
Ecco i mari, ecco i monti
Ecco il babbo vicino
Ecco il cielo profondo
Ecco il mondo, bambino
Ecco il bambino, mondo

Di Bruno Tognolini e Pia Valentinis
Casa editrice Il castoro

Il papà è il mio eroe

Topino è molto triste.
Il suo papà è così piccolo
Che nessuno lo vede.

Il vitellino, invece, è proprio fortunato ad avere un papà toro tanto forte.
Accanto a lui, Topino non avrebbe paura degli artigli dello sparviero!

Il puledro deve essere felice di avere un papà cavallo così veloce.
Sul suo dorso, Topino sfuggirebbe ai denti aguzzi del gatto.

Il piccolo pulcino deve essere fiero di avere un papa’ gallo così bello ed elegante.
Vicino a lui, Topino susciterebbe l’ammirazione e l’invidia di tutti gli animali del pollaio.

L’agnellino deve essere molto contento di avere un papà ariete dal pelo tanto morbido.
Stretto tra le sue zampe, Topino non avrebbe più freddo durante l’inverno.

Topino si chiede tristemente: “E il mio papà a cosa serve?”
Allora i suoi piccoli amici gli spiegano quanto sia meraviglioso il suo papà.

“Chi ti fa ridere quando entra in cucina e fa tanta paura alla padrona?” Chiede il vitello.
“Il mio papà!” Risponde Topino

“Chi ti insegna a infilarti in soffitta per sgranocchiare i sacchi di grano?”
Gli chiede puledro.
“Il mio papà!” Risponde Topino

“Chi ti racconta le fiabe prima di dormire, la sera?”
Gli chiede Pulcino.
“Il mio papà!” Risponde Topino.

“Chi ti consola quando sei triste?” gli chiede l’agnellino.
“Il mio papà!” risponde Topino
Come sei fortunato ad avere un papà così simpatico, così intelligente,
Così fantasioso e così affettuoso!”.
Gli dicono allora i suoi amici.

Topino ha capito tutto.
Topino non è più triste.

“Il mio papà è il mio re e io non lo cambierò mai!”.

Autrice: Sophie Bellier
Edizione Larus

Cantare ninne nanne fa bene al bambino, alla mamma, al papà

«Dai tempi dei tempi le ninne nanne non cullano solo i bambini, cullano anche le mamme.

Federico García Lorca

Ninna -nanna ninna-nanna oh, questo bimbo a chi lo dò?

Per i bambini molto piccoli piccoli le ninne nanne cantate dalla mamma o dal papà sono delle vere e proprie coccole. Come le storie, consentono ai genitori di entrare in relazione con i bambini attraverso il corpo e la voce. Fin dalla nascita essere tenuto tra le braccia della mamma e sentire la sua voce, che già conosce, rappresenta una condizione ottimale per ogni bambino. La voce della mamma, infatti, ha un effetto ipnotico, capace di catturare completamente l’attenzione del bambino.

Le ninna nanne, come le filastrocche, continuano a piacere ai bambini anche quando crescono e sono proposte dal papà.

Le ninne nanne sono molto utilizzate in ogni cultura e della notte dei tempi, spesso per addormentare i bambini. Hanno un effetto rilassante e liberatorio, per grandi e piccini. Il canto, infatti, aiuta a regolare gli umori dei bambini, quando sono stanchi o stressati. Possono infatti ridurre il livello di stress, soprattutto di fine giornata.

E forse in questo periodo possono in qualche modo ogni tanto aiutare a fermarsi, e stare semplicemente insieme.

Anche al nido sono usate le ninne nanne: per facilitare dolcemente questo passaggio, oppure per rilassare quando è presente uno stato di agitazione legato a stati e umori interni, oppure per nuove situazioni, o eventi da affrontare.

Federico Garcia Lorca, Sulle ninna nanne. Salani Editore, 2005.


Ed ecco qui una ninna nanna tradizionale che può accompagnare i momenti di passaggio da una situazione ad un’altra, rilassare e facilitare il sonno.

Ninna nanna del chicco’ di caffè

Ninna nanna mamma tienimi con te
Nel tuo letto grande solo per un pò
Una ninna nanna io ti canterò
E se ti addormenti mi addormenterò.

Ninna nanna mamma insalata non ce n’è
Sette le scodelle sulla tavola del re
Ninna nanna mamma, ce n’è una anche per te
Dentro cosa c’è, solo un chicco di caffè.

Ninna nanna mamma tienimi con te
Nel tuo letto grande solo per un po’
Una ninna nanna io ti canterò
E se ti addormenti mi addormenterò.

Quando sarò grande compererò per te
Tante cose belle come fai per me
Chiudi gli occhi e sogna quello che non hai
I tuoi sogni poi mi racconterai.

(F.Evangelisti), 12° Zecchino d’oro, 1970


Questa invece è la Ninna nanna cantata da Roberta ed editata da Margherita del nido di via Mameli che trovate nella sezione video in fondo alla pagina.

Ninnananna, Ninna -o

Ninnananna, ninna-o
questo bimbo a chi lo do

Lo do al vento birichino
che lo dondola un pochino
che lo porta fin lassù
dove il cielo è tutto blu…
Non è buio, per fortuna:
c’è il chiarore della luna.
Lo darò a una nuvoletta
che si sposta senza fretta
e lo porta a fare un viaggio
tra cicogne di passaggio.
Cosa c’è nel fagottino?
Che domande: c’è un bambino.
Alla luna che risplende
mentre in cielo sale e scende,
così, quando non è piena,
lo fa andare in altalena
e lo culla, dolce e lenta,
finchè lui non si addormenta.
Lo darò ad una stellina
luminosa, ma piccina,
che gli sappia raccontare
belle storie da sognare,
dolci come caramelle,
scintillanti come stelle.
A quel magico trenino
che ondeggia, pian pianino,
porta i bimbi a passeggiare
tra la terra, il cielo e il mare.
Di binari non ne ha:
ama la sua libertà.
Lo darò ad una farfalla
verde azzurra viola e gialla
che stanotte si è svegliata
dalla luna illuminata
e felice vola attorno
come fosse pieno giorno.
A una giostra immaginaria
che volteggia lassù in aria.
niente soldi nè biglietto,
ogni bimbo è bene accetto!
Gira, gira, girotondo
su nel cielo, sopra il mondo.
Lo darò ad una cometa
che passeggia senza meta
e dipinge per magia
tutto il blu con la sua scia
poi saluta e fa un inchino
alla luna e al mio bambino.
Lo darò a dei palloncini
che si mettono vicini
e poi scendono pian piano
stretti dentro alla sua mano.
Lento scende,
ondeggia, plana
e la luna si allontana…
Alla mamma, che lo aspetta
qui nella sua cameretta
pronta a leggergli la storia,
che ormai lui sa già a memoria
perchè vuole sempre quella,
la più cara, la più bella…
Lo do al sonno, che lo piglia
e gli soffia sulle ciglia
poi lo prende per la mano
dolcemente, piano piano…
Da lassù si sente un coro:
“Buonanotte, sogno d’oro!”

Edizione La coccinella

Whisky il ragnetto

Whisky il ragnetto sale la montagna
la pioggia lo bagna
e Whisky cade giù, giù, giù!
Ma ecco esce il sole
e Whisky si è asciugato
risale la montagna e va sempre più sù, sù, sù!
Sulla montagna c’è una casetta
con una streghetta
che se lo vuol mangiar, gnam, gnam!
Ma Whisky è molto furbo
riscende la montagna
e va dalla sua mamma
e non la lascia più, più, più!


L’elefante con le ghette

L’elefante, l’elefante con le ghette
Se le leva, se leva e se le mette
Se le mette e se le leva
per potersi divertire

La balena, la balena poverina
Sa che l’acqua, sa che l’acqua le fa male
Ma quando arriva il temporale
Si nasconde il fondo al mare
Cucù!

Tre topini, tre topini in bicicletta
Fanno a gara, fanno a gara nel cassetto
Ma la pulce dispettosa il cassetto rovesciò!

Due micini, due micini innamorati
Vanno a far, vanno a far la serenata
Alla Bella Addormentata
Che si è presa il raffreddor
Etchì!

Un bambino, un bambino grosso, grosso
Cade giù, cade giù dal terzo piano
Poi si arrampica su una mosca
Che fa Bzz Bzzz Bzz

Io aspetto
Di D.Calì
Edizione Kite

Aspetto di crescere
Il bacio della buonanotte
Che il dolce sia pronto
Che smetta di piovere
Che venga Natale
………
Che torni di nuovo primavera
……..

Una bellissima e poetica storia per grandi e piccini, e per tutti coloro che sono in attesa. L’attesa come dimensione esistenziale della vita che si snoda nel tempo fin dalla nascita, nell’attesa del bacio della buonanotte. Un tempo contrassegnato da eventi importanti che vedono il bambino e la bambina crescere e diventare grandi mentre la vita continua a scorrere. La vita scorre e i momenti di attesa tra un evento e l’altro si inseguono senza mai essere uguali. Momenti desiderati e gioiosi, come quando il protagonista e la sua famiglia aspettano che inizino le vacanze, o momenti difficili come quando la sua donna aspetta di sapere dal medico come sta. Una storia che parla dello scorrere della vita contrassegnata da attese, desideri e preoccupazioni.
E’ molto adatta per gli adulti che possono ritrovare in quel filo rosso l’accadere delle cose ma anche per i bambini più grandicelli che cominciano a interrogarsi sullo stesso accadere.
Si suggerisce di sfogliare insieme le illustrazioni che parlano di nascita, vita e morte che può essere raccontata ai bambini con parole adatte a loro e rispettose delle loro domande.
In sintesi una storia sulla vita.


Le cose che passano
Di B. Alemagna
Edizione Topipittori

Nella vita sono molte le cose che passano, si trasformano, se ne vanno
Il sonno finisce
Una piccola ferita guarisce, quasi
Senza lasciare traccia
La musica scivola via
…….
I pensieri neri svaniscono
…….
E la paura se ne va
Le foglie cadono
Ma c’è una sola che non se ne va mai. Mai.
Quale sarà?

Un’altra bellissima storia di Beatrice Alemagna sulle cose che passano, si trasformano e poi svaniscono come bolle di sapone. Aiuta grandi e piccini sentire che tutto ha un tempo, i brutti pensieri scorrono via e la paura arriva ma poi se ne va. Almeno per un po’. Perché così è la vita.
Qualcosa però rimane.


Altri suggerimenti

Al parco con mamma
Di J.kerr
Edizione Harper Collina

Questo racconto, considerato un capolavoro per l’infanzia, racconta che il tempo passato con la mamma è un tempo magico e unico. Realtà e fantasia si intrecciano come sempre accade per i bambini che si muovono liberamente da una dimensione all’altra.
In questo tempo di riscoperta del parco come possibilità per bambini e genitori,  questo libretto può essere ancora più divertente.


L’artista che dipinse il cavallo blu
Di Eric Carl
Edizione Mondadori

Un altro bellissimo albo illustrato di Eric Carl e molto amato dai bambini. Non capita facilmente che un artista dipinga animali dai colori inventati come il cavallo blu, il coccodrillo rosso e il leone verde. I colori che vestono questi animali attraggono tantissimo i bambini, per i quali la fantasia è una dimensione fondamentale. Il salto dall’immaginazione alla fantasia, per loro, è tutt’uno. Tra i due e i 4 anni, in particolare, la fantasia veste i pensieri dei bambini che trovano in questa dimensione molte possibilità di trasformare la realtà ed eventi stressanti.
Inoltre le illustrazioni e i colori di questi albi avvicinano bambini al linguaggio artistico.


Il ciuccio di Nina
Di Christine Naumann-Villemin
Edizione il Castoro

Questa simpatica storia viene spesso richiesta dai bambini che la ricercano autonomamente, come fa Iris con il suo libretto. Ai bambini piace identificarsi con Nina che non vuole lasciare il suo ciuccio. Non è pronta a lasciarlo e immagina di non separarsene mai, anche quando sarà grande.
Un giorno però, attraversando il bosco, incontra un lupo cattivo che vorrebbe come tutti lupi mangiarsela in un sol boccone. Per calmarlo Nina gli offre il suo amato ciuccio e, cosa strana, il lupo si trasforma in un animale mansueto e coccolone.
Quando torna a casa dalla mamma, Nina le dice che ha trovato qualcuno che ha più bisogno di lei del ciuccio.
Questa storia suggerisce che i bambini sono in grado di lasciare il ciuccio, come fa Nina quando incontra il lupo. Spesso i bambini trovano da soli delle soluzioni per affrontare un cambiamento. Per i bambini che lo hanno lasciato, questa storia piace comunque perché si divertono nel seguire la vicenda di Nina che affronta il lupo. Le sfide della crescita sono molte e spesso i bambini hanno il desiderio di utilizzare le proprie risorse.


Tra le mie braccia
Di Emile Jadoul
Edizione Babalibri

“Tra le mie braccia” è un albo illustrato di E. Jadoul, che racconta ciò che può passare nella mente di un bambino quando deve far spazio al fratellino appena nato: i pensieri che passano, il timore di perdere il proprio posto nella mente e nelle braccia dei genitori, le fantasie.
Leone, il fratello maggiore, viene rappresentato con in mano il suo orsacchiotto. L’orsacchiotto è l’oggetto affettivo che consola e rassicura i bambini nei momenti di passaggio, quando accade qualcosa di nuovo, quando devono affrontare cambiamenti che richiedono nuovi adattamenti e in tutti i momenti per loro densi di emozioni.


Riccioli d’oro i tre e piccoli orsi
Una favola inglese

Per i più grandicelli si suggerisce l’edizione E/O

Come tutte le fiabe, anche Riccioli d’oro, pur essendo molto ricca di contenuti, non insegna ma suggerisce nuovi e diversi pensieri senza dire come fare.
Quello che è certo è che questo storia affascina moltissimo i bambini che l’ascoltano anticipando quello che accadrà. La ripetizione è confortante per loro, soprattutto quando i tre orsetti scoprono che qualcuno è passato per la loro casa. Forse, per noi adulti, non è così accattivante ma per i bambini magicamente lo è. Rispetto ad altre storie accade pochissimo. Ma, se facciamo attenzione ai suoi significati più profondi seppure nascosti, possiamo scoprire che simboleggia la nascita di Riccioli d’oro. La nascita infatti è sempre un evento atteso ma dirompente, richiede un nuovo equilibrio nella famiglia e una ricerca di nuovi spazi fisici e mentali, chiaramente con caratteristiche diverse per grandi e piccini.
Raccontare questa storia in prossimità di un nuovo evento favorisce il legame con il bambino offrendogli una chiave di lettura per affrontare il cambiamento.
Al nido questa storia viene letta molto ai bambini che la richiedono in molte situazioni: quando si trovano in una nuova fase di apprendimento, come accade durante le fasi Touchpoints, o quando arrivano nuovi bimbi che, dovendosi inserire, impegnano le loro educatrici.

Altri libretti interessanti quando arriva un fratellino, una sorellina:

Alice sorella maggiore
Di Giorgia Cozza

Per i genitori
Benvenuto fratellino Benvenuta sorellina
Favorire l’accoglienza del nuovo nato e la relazione tra fratelli
Edizione Il leone Verde

Si suggerisce anche di Giorgia Cozza
Bebè a costo zero. Guida al consumo critico per accogliere e accudire al meglio il nostro bambino


Gatto Nero, Gatta Bianca
Di S. Borando
Edizione Minibombo

Questo bellissimo albo illustrato racconta la storia di un simpatico Gatto Nero e di una bella micia, gatta bianca. Gatto nero si muove di giorno, Gatta bianca solo di notte. Ciascuno come può esplora il mondo. Come tutti i gatti sono però curiosi e ciascuno decide di scoprire ciò che ancora non conosce e…“Camminano fino a che non si trovano letteralmente faccia a faccia”.

Non si sorprendono di essere diversi, anzi. Per loro questa è un’occasione di stare insieme. Gatto Nero porta Gatta Bianca a scoprire la bellezza di ciò che è visibile alla luce del sole; Gatta Bianca, invece, fa scoprire il mondo nascosto della notte a Gatto Nero. Ciascuno vuole far conoscere il suo mondo all’altro perché questo è ciò che succede quando si scopre l’amicizia.
E’ una storia che conduce i bambini a immaginare e fantasticare, scoprire il valore dell’apertura verso l’altro e verso ciò che non si conosce. Sottolinea quindi che la diversità ha un valore speciale.
L’autrice racconta questo incontro con leggerezza, sintonizzando con il mondo immaginario dei bambini che sanno guardare e commuoversi per una margherita e una lucciola.
Anche negli altri suoi albi l’autrice sollecita la curiosità dei bambini e il loro immenso desiderio di apprendere, capire, sperimentare e immaginare.

Della stessa autrice e sempre della casa editrice Minimombo:

Vicino Lontano
Tema: un approccio ai concetti di vicino e lontano

Guarda fuori
Tema: cosa nasconde il paesaggio innevato?


Pezzettino
Di Leo Lionni
Edizione Babalibri

“Il suo nome era Pezzettino. Tutti i suoi amici erano grandi e coraggiosi
e facevano cose meravigliose. Lui invece era piccolo
e di sicuro era un pezzetto di qualcuno, pensava, un pezzetto mancante.
Molto spesso si chiedeva dei chi fosse il pezzettino,
E un bel giorno decise di scoprirlo”.

Questa bellissima e intensissima storia racconta di “Pezzettino”, che in un mondo in cui tutti sono grandi e forti solo lui si sente un “pezzo mancante”, motivo per cui cercherà di avventurarsi nel mondo per ricercare se stesso.
Pezzettino piace ai bambini che si possono identificare con lui e soprattutto con i suoi sentimenti. Quale bambino in qualche momento non sa bene chi è?
Durante il suo viaggio alla ricerca di sé ha modo di fare molti incontri e capire qualcosa di più, fino a quando scoprirà che anche lui, come tutti, è fatto di tanti piccoli pezzi. A quel punto può tornare a casa maggiormente consapevole di essere semplicemente se stesso.
E’ una storia per i bambini che si interrogano sulla loro identità. Più adatta verso i 30 mesi quando i bambini dopo la fase del negativismo si ritrovano a interrogarsi su se stessi e sulla relazione con gli altri. Nello stesso tempo è spesso suggerita per sostenere i bambini nel passaggio verso la scuola dell’infanzia che implica nuovi adattamenti.

Bellissima la conclusione che segue la ricerca di sè:

“Tutti i suoi amici lo stavano aspettando.
“Io sono me stesso”, grido Pezzettino tutto contento. I suoi amici non erano sicuri
Di aver capito quello che Pezzettino intendesse dire, però sembrava felice.
E così, si sentirono felici anche loro”.


I tre piccoli gufi
Di M.Waddell, illustrazioni di P. Benson
Edizione Mondadori

Questa è una storia molto profonda per grandi e piccini. Considerato un capolavoro e un classico per l’infanzia è amatissima dai bambini che la chiedono e l’ascoltano con molta passione.
Perché è così richiesta dai bambini, anche quando sono piccini? Perché consente di immedesimarsi con tutte le emozioni legate al distacco, dalla paura alla malinconia, dalla nostalgia alla gioia. La difficoltà del distacco è uno dei timori più profondi e uno dei sentimenti più ancestrali presenti in ogni età. Ascoltare una storia come questa è molto rassicurante perché all’attesa segue la comparsa della mamma. Può essere di aiuto non solo quando i bambini devono affrontare un distacco reale ma anche quando devono devono affrontare una nuova fase della crescita, oppure quando sono alle prese con eventi esterni come quelli che stiamo vivendo.
In questa storia le parole descrivono le sensazioni, i timori, le emozioni. Le bellissime illustrazioni, invece, descrivono il mondo che circonda i piccoli gufi. L’attesa crea tensione ma aiuta anche a pensare l’attesa come parte della vita.
Anche questa storia diventa uno strumento prezioso non solo per dare voce alle emozioni ma anche per mettere in scena le potenzialità della relazione tra fratelli e coetanei.

Le storie vanno proposte ai bambini. I bambini dicono ogni tanto si, ogni tanto no. Possono piacere perché rispecchiano le emozioni e i sentimenti che stanno vivendo in una certa fase della crescita.


Zeb e la scorta di baci
Di Miche Gay
Edizione Babalibri

Zeb e la scorta di baci è una bellissima e dolcissima storia che offre a grandi e piccini molti spunti di riflessione. Ai bimbi offre sicuramente molte possibilità di immedesimarsi con Zeb, ai grandi di sostenerli quando sono alle prese con una nuova esperienza che implica un distacco ma anche una ricerca di nuove “strategie” per affrontare il distacco stesso.
Zeb è felice di affrontare un’esperienza eccitante che lo farà crescere, ma si sente anche un po’ triste quando capisce che dovrà affrontarla “da solo”. D’altra parte anche i suoi genitori provano i suoi stessi sentimenti perché questo è ciò che accade quando si trovano a promuovere la crescita che spinge a fare esperienze diverse e in contesti nuovi.
Attraverso questa storia possiamo raccontare ai bambini che mamma e papà sono sempre accanto a loro anche nei momenti in cui sono fisicamente lontani, e che in ogni caso essere lontani non significa perdere con loro il legame. Facendo esperienze i bambini scoprono le proprie risorse e la possibilità di stabilire altri legami importanti. Anche in questo periodo è importante rassicurare i bambini che possono rimanere in contatto con tutte le persone a cui vogliono bene pensandole e facendo sapere che anche loro sono pensati dai nonni, zii, educatrici e tanti altri adulti importanti anche se per ora non possono stare loro accanto.
Si suggerisce di proporre questa storia a partire dai 30 mesi circa ricordando che sono sempre i bambini a dirci se la storia è per loro interessante.


Cappuccetto Rosso

“Le fiabe sono vere. Sono, prese tutte insieme, una spiegazione generale della vita”.

Italo Calvino

Per i piccoli si suggerisce la versione dei Fratelli Grimm

Cappuccetto Rosso è una fiaba molto conosciuta e dalle mille sfaccettature. Può essere letta e interpretata in molti molto diversi, sia dai bambini che dagli adulti. Piace ai più piccoli, ma anche ai più grandi perché offre molti spunti di riflessione sulle sfide della crescita.

Come tutte le fiabe l’incipit “C’era una volta….” trasporta il bambino in una dimensione diversa, in un certo senso onirica e metaforica in cui tutto può accadere e per tutto si può trovare una soluzione, piace molto ai bambini. La cosa importante, infatti, è che sia garantito il lieto fine che rassicura i bambini sul fatto che gli eventi critici e difficili non durano in eterno. Ciò che rende così affascinante questa fiaba, infatti, è proprio l’incontro di Cappuccetto Rosso con il lupo che viene alla fine sconfitto grazie all’intervento del cacciatore. In altre fiabe, invece, come Hansel e Gretel, i bambini riescono ad affrontare “la strega cattiva” grazie alle proprie risorse. In generale possiamo dire che le fiabe piacciono ai bimbi perché mettono in scena i loro primi dilemmi esistenziali che sono collegati alla crescita e al riconoscimento di sé.

Questa storia mostra che le difficoltà possono essere affrontare grazie alle proprie risorse e al supporto dei genitori o degli altri adulti importanti, come avviene nella realtà. Tutte le fiabe rappresentano un ponte tra l’adulto che narra e il bambino che ascolta (o i bambini che ascoltano) e si trasformano in una esperienza condivisa dove le emozioni possono essere accolte e trasformate anche quando sono molto intense.

Per i più piccini si consiglia la bellissima edizione
Cappuccetto Rosso
Edizione Lapis, 2017
Premio Nati per Leggere 2017

Per i più grandicelli
Cappuccetto Rosso
Edizioni El

Oppure

Cappuccetto Rosso
Da fratelli Grimm
Emme Edizioni


Il piccolo Bruco Maisazio
Di Eric Carl
Edizione Mondadori

Questa bellissima storia racconta di un piccolo bruco sempre affamato che di giorno in giorno cresce e diventa sempre più grande fino a diventare una bellissima farfalla. E’ un libro che va guardato e toccato.
La bellezza delle illustrazioni incanta sempre i bambini che se ne lasciano completamente coinvolgere. E’ un storia che piace molto perché incuriosisce e aiuta ad approcciarsi al concetto del tempo che passa, dal lunedì alla domenica. Ma forse, ciò che più piace ai bimbi, è il significato sotteso a questa storia: qualunque cosa succeda, qualunque prova o difficoltà si incontri nel proprio percorso occorre andare avanti perché le cose cambiano e si trasformano. Uno dei temi salienti per i bambini è continuare a “sentirsi” nella propria pelle, soprattutto quando devono affrontare il proprio cambiamento, gli eventi esterni. E’ come se il bambino crescendo si chiedesse “sono sempre io?, “Mi riconoscete?” Sentire questa storia dalla mamma o dal papà è sicuramente molto rassicurante per i bambini. Per loro il finale è bellissimo: dal bruco nasce una bellissima farfalla.
Ci sono molte storie che aiutano a condividere le emozioni dei bambini. Leggere una storia guardando insieme le illustrazioni è per i bimbi una tra le più piacevoli esperienze da fare insieme. Anche al nido questa storia viene letta ed è molto amata da grandi e piccini.
Suggerita dal progetto Nati per Leggere.

Di Eric Carl suggeriamo anche per i più grandicelli: Vuoi essere mio amico?
In questa tenera storia il protagonista è un topolino che va in cerca di un amico tra gli animali che incontra e, a mano mano che cresce, il tema dell’amicizia diventa sempre più importante.


Urlo di mamma
Di Jutta Bauer
Edizioni Nord Sud

Questo libro racconta ai bambini in maniera semplice, ma molto profonda, che anche le mamme si possono arrabbiare, ma che poi chiedono scusa. La rabbia delle mamme, e quelle dei papà, può fare male perchè, soprattutto nei primi anni, i piccoli hanno paura che non passi, di perdere il legame. Ma i bambini imparano attraverso i genitori che le emozioni hanno un tempo, come ci mostra questa storia sostenuta dalle bellissime immagini che l’accompagnano. Nelle relazioni, infatti, entrano in scena anche le emozioni dei genitori. Può sembrare forte ma il messaggio che passa è che le madri, come i padri, possono permettersi di arrabbiarsi senza sentirsi troppo in colpa perché si rimane in contatto e si sperimentano momenti di maggiore sintonia e momenti in cui i genitori non sono in sintonia.
Adesso che è un momento difficile per adulti e bambini, questa storia aiuta a comunicare con i bambini quando ci si arrabbia:

Stamattina la mia mamma ha urlato così forte che mi ha mandato in mille pezzi
La mia testa è volata fra le stelle.
Il mio corpo è finito in mare
Le mie ali si sono perse nella giungla
Il mio becco è atterrato sui monti
Il mio culetto è sparito in città
Mi rimanevano le zampe che però continuavano a correre.
Volevo cercarmi, ma gli occhi erano in cielo…
…volevo gridare, ma il becco era sui monti…
…volevo volare, ma le ali erano nel fitto della giungla.
A sera le zampe arrivarono stanche morte nel deserto del Sahara,
quando un’ombra enorme calò sopra di loro.
La mamma aveva raccolto e ricucito tutto, mancavano da attaccare soltanto le zampe.
“Scusa se ho urlato così forte” disse la mamma.


L’abbraccio
Di David Grossmann
Edizione Mondadori

Una storia per i bimbi più i grandi, una storia per i genitori che si trovano ad affrontare i mille perchè dei bambini. Una storia che forse può essere di aiuto in questo periodo in cui grandi e piccini si trovano a casa, senza possibilità di incontrare familiari, amici ed educatrici. Una storia bellissima da leggere e da regalare, un messaggio d’amore. Nella storia l’autore prova a spiegare che cos’è l’amore, la paura di essere soli, la consapevolezza di essere unici sintetizzandolo alla fine in modo unico e universale così:
“Ecco, prendi te per esempio. Tu sei unica, ma se ti abbraccio non sei più solo e nemmeno io sono più sola”.

Il contatto tra i genitori e le educatrici continua anche in questo periodo particolare, supportato anche da Nid-online. Pubblichiamo qui un messaggio ricevuto da una mamma e la nostra risposta, pensando sia utile a tutti.
Mamme, papà, scriveteci senza esitazione per un consiglio, per raccontarci le giornate con i vostri bimbi o anche solo per un saluto: apriamo il nostro forum!


Buongiorno Valentina e buongiorno a tutto il team del nostro fantastico nido: grazie per questa bella iniziativa!!! Volevo chiedervi un suggerimento: mi piacerebbe fare giocare Giacomo con farine e altri materiali da manipolare, può andar bene come gioco o è troppo piccolo? Grazie ancora e un saluto da Giacomo, che sta crescendo, sperimenta i primi passi, ha 4 nuovi denti e che non vede l’ora di rivedere le sue maestre e tutti i bimbi ( si illumina quando vede dei bambini mentre siamo sul balcone).
Un abbraccio,
Andrà tutto bene!
Ilaria

Questa mamma ci chiede quando e come proporre materiale da manipolare e ci aiuta a rimanere in contatto con Giacomo che sta crescendo e cercando di esplorare il mondo con le sue nuove capacità. Come spesso osserviamo, i primi passi emozionano sempre tutti noi adulti. Ma prima di tutto emozionano i bambini che si stanno mettendo in gioco in un modo tutto nuovo. Sono molto entusiasti ed eccitati ma anche “intimoriti” di questa nuova conquista che richiede di essere provata molte volte dai bambini. Quando i bambini iniziano a camminare, diventano ancora più attivi e curiosi. Cercano tutte le occasioni per esplorare e, a mano mano che diventano più sicuri, cercano di afferrare gli oggetti, soprattutto quelli che esercitano molta attrazione ai loro occhi. In questo periodo tendono ancora a portare ancora in bocca ciò che afferrano.

Al nido si propongono materiali diversi per consistenza e caratteristiche che regalino loro preziose esperienze senso-motorie e rispondano ai loro bisogni:
– gli oggetti di uso quotidiano come cucchiai da cucina, mollette da bucato, sottobicchieri, oggetti di metallo, chiavi, colino, scatole, carta forno,      rotoli di scottex o di carta igienica aiutano a maturare la capacità di osservare e imitare i grandi, o i fratelli;
– i giochi che si muovono e che possono essere trascinati possono aiutare a muoversi liberamente e con sicurezza nello spazio;
– i giochi causa-effetto da costruire e disfare, indicare e nominare;
– i libretti che raccontano azioni familiari (mangiare, dormire, giocare), di animali e di emozioni.

Sarà nostra cura approfondire ancora questo argomento sulla scelta dei materiali a seconda degli interessi e dei bisogni che condivideremo attraverso i contatti con le famiglie
Ringraziamo molto Ilaria e Giacomo.

I bambini
hanno bisogno
di formule magiche
per sconfiggere le paure e superare i timori.
“Mamma e papà ci sono sempre per te”
È la formula magica più dolce ed efficace
per ogni bambino

E.Rossini, E.Urso

Ed è giunto il momento di salutarci,
Di condividere ancora una volta l’immenso piacere di essere rimaste in contatto in questo periodo con voi e i vostri bambini,
Con le vostre vostre emozioni e le loro emozioni
E tutto ciò che avete a vostra volta condiviso con noi
Tenendo quel famoso filo rosso tra grandi e piccini.

A settembre ricominceremo a stare insieme con i bimbi più piccoli
E saluteremo i più grandi.
Le emozioni saranno molte.

Li troveremo più grandi e diversi, ma sempre loro.

L’avventura alla scuola dell’infanzia farà scoprire un mondo nuovo, altre possibilità di conoscere altri bambini e altre bambine e adulti che li accompagneranno nei prossimi anni.
Rimarranno sempre loro e noi li terremo nella nostra mente, nel nostro cuore.

Un abbraccio forte a tutti.

Le educatrici e le operatrici dei Nidi comunali


Cari genitori,

in occasione della festa della mamma e delle mamme stiamo pensando molto a voi.
Sono trascorsi due mesi da quando si sono interrotte le attività al nido ma abbiamo voluto provare a stare in qualche modo accanto a voi e a vostri bambini, utilizzando i mezzi che avevamo a disposizione. Per tutte noi è stato importante. Avete condiviso con noi molte preoccupazioni ma anche i vostri sguardi sui bambini che abbiamo visto crescere e cambiare.
Abbiamo parlato con voi e condiviso attimi, esperienze, fatiche, stress e speranze. Seppure a distanza, c’è stata molta vicinanza emotiva e forse il nido per alcuni momenti ha continuato a esserci seppure virtualmente.
Un periodo strano, sospeso e incerto, un periodo in cui le famiglie si sono trovate ad affrontare l’incertezza di una lunga attesa che ha richiesto conciliazioni e aggiustamenti diversi a seconda della propria storia familiare. Forse proprio perché le storie delle famiglie sono tante, abbiamo utilizzato molto, nel sito e nei gruppi, storie e fiabe, pensate per i bambini ma anche per voi. Perché le emozioni spesso raccontate riguardano proprio tutti, piccoli e grandi.
Come ricorda Alba Marcoli che in qualità di psicoterapeuta si è occupata moltissimo delle neomadri:
“C’é una bambina che nel nostro tipo di organizzazione sociale viene oggi purtroppo spesso lasciata da sola: è la neomamma nel periodo dopo il parto e nei primi anni di vita di suo figlio. E’ un periodo di grandissima solitudine per le neomamme che si sentono spesso Bambine impotenti, spaventate da qualcosa di più grande di loro. E hanno ragione a sentirsi così, perché la gravidanza e il parto producono nelle donne un naturale fenomeno di regressione all’infanzia, che è quanto le aiuta a entrare in sintonia con i bisogni di un bambino piccolo”.
Noi speriamo che anche in questo periodo abbiate trovato possibilità di essere ascoltate attraverso il nido e le azioni del progetto Passi Piccoli, un progetto a sostegno delle famiglie in questo delicatissimo, bellissimo e complessissimo periodo della vita.
A volte essere ascoltate aiuta a riconoscere le risorse presenti.
E anche ora, in tempo di “emergenza Covid”, le mamme hanno mostrato ancora una grossa capacità di multitasking. Anche nella fatica hanno trovato le parole per dirlo, non c’erano dubbi.
Un grosso abbraccio a tutte.

Alba Marcoli
“Il bambino lasciato solo”
Favole per momenti difficili
Edizione Mondadori


Care mamme e cari papà,

siamo molto contente di poter arrivare fino a voi, nelle vostre case, attraverso questo nido virtuale ospitato nel sito istituzionale del Comune di Bollate. Vorremmo che vi arrivasse il nostro abbraccio, che in questo particolare momento può essere solo ideale, ma carico di caloroso affetto per tutti voi, in modo particolare per i “nostri bambini” che ci mancano moltissimo!!
Ci auguriamo che stiate bene, che i bambini si stiano “godendo” questo periodo perché sono a casa con voi. Questa esperienza sta insegnando a tutti noi di non dare nulla per scontato. Ci chiede di rallentare i nostri ritmi, spesso frenetici fino a qualche giorno fa, per riuscire a riconoscere il grande valore dello stare insieme. Sappiamo però che è anche molto difficile stare a casa con i bimbi senza poter uscire. Tutti i bimbi stanno attraversando un periodo di forti cambiamenti e il loro bisogno di “muoversi” e “sperimentare” è infinito.
Comprendiamo quanto possa essere faticoso il compito di cura, soprattutto in questo momento storico tanto particolare, in cui per tutelare “i nostri bambini” non possiamo nemmeno portarli al nido, al parco, oppure chiedere aiuto a nonni e zii.
Speriamo quindi di potere rimanere in relazione con voi attraverso questo strumento e di potervi dare dei piccoli suggerimenti di sostegno per queste giornate da trascorrere in casa con i vostri bambini.
Per riprendere le riflessioni e i confronti avviati al nido, vorremmo pubblicare qui articoli e/o informazioni per voi interessanti e utili in questo periodo, per questo vi chiediamo di scriverci portandoci le vostre richieste, i vostri desideri e i vostri suggerimenti. Inoltre pubblicheremo alcune storie lette da noi, anche per affrontare le emozioni dei bambini, anche di riflesso dai loro genitori.
Speriamo sia un’occasione questa, per condividere momenti ed esperienze anche a distanza.

Tutto questo nella speranza di incontrarci presto.
Le educatrici, le ausiliarie e le cuoche, le coordinatrici e la pedagogista